sabato 5 ottobre 2013
Lezioni di storia e di italiano
Sono disponibili per la classe II CL le lezioni di storia su Pompeo, Giulio Cesare e la guerra civile e di geografia : le migrazioni. Inoltre per le classi II AS e II CL è possibile avere accesso alle lezioni propedeutiche all'analisi del testo poetico che riguardano la metrica, le figure di suono , le figure di significato , le figure di posizione e alcuni strumenti per l'analisi di un testo poetico.
lunedì 30 settembre 2013
Il ritratto di Dorian Gray di Oscar Wilde
«Dicono che i grandi eventi dell'umanità si svolgono nello spirito. Ed è nello spirito,solo nello spirito, che si commettono i grandi peccati dell'umanità.»
Cosa veramente guadagna un uomo se conquista la vita eterna ma perde la
propria anima? Questo è il dilemma principale che ci propone il Ritratto di Dorian Gray . Siamo a Londra verso la fine dell'Ottocento, in un laboratorio artistico un bellissimo giovane di nome Dorian Gray posa per un ritratto del pittore Basil Hallward . Una volta terminato, questo quadro contiene più di ciò che sembra, diventa infatti lo specchio dell'anima del ragazzo. Per uno strano sortilegio mentre Dorian rimane sempre piacente e giovane col passare degli anni , l'immagine del ritratto di giorno in giorno invecchia accumulando su di sé tutte le rughe che non si vedono nel volto del giovane. Così mentre nel viso di Dorian Gray dimora tutto il candore dell'innocenza, in realtà egli scende un po' alla volta in una spirale di depravazione . Dorian infatti assume come principio regolatore della propria vita non i valori morali, il bene o il male, il giusto o l'ingiusto, ma esclusivamente il bello e proprio questo scollamento tra etica ed estetica sarà la causa della sua rovina . Rileggendo il Ritratto di Dorian Gray non si fa fatica a capire perché il libro provocò grande scandalo nella società vittoriana dell'epoca. La Londra delle fumerie d'oppio, dove si poteva comprare l'oblio, dove la vergogna dei peccati trascorsi poteva essere cancellata con la follia di nuovi peccati viene descritta in maniera minuta e dettagliata .
Come ci ricorda Oscar Wilde, nella prefazione «ogni eccesso, così come ogni rinunzia, reca il proprio castigo». Non vi è infatti redenzione nel romanzo, Lord Henry Wotton, spettatore della commedia, ne rimarrà ferito profondamente ; il pittore Basil Hallward, morirà per mano stessa della persona che lui venerava di più cioè Dorian Gray ; Dorian Gray, che abbandona lo spirito per il piacere, finirà per assassinare la propria coscienza.
Come ci ricorda Oscar Wilde, nella prefazione «ogni eccesso, così come ogni rinunzia, reca il proprio castigo». Non vi è infatti redenzione nel romanzo, Lord Henry Wotton, spettatore della commedia, ne rimarrà ferito profondamente ; il pittore Basil Hallward, morirà per mano stessa della persona che lui venerava di più cioè Dorian Gray ; Dorian Gray, che abbandona lo spirito per il piacere, finirà per assassinare la propria coscienza.
Il Ritratto di Dorian Gray è senza dubbio un'opera imperdibile : tutti i peccati del mondo passano in rassegna, in una sfilata terrificante e silenziosa. Lo stile è quello inconfondibile e curiosamente prezioso di Wilde. La vita dei sensi, tramite la sua penna, diventa filosofia mistica ed è difficile comprendere se ciò che si legge sia frutto delle fantasie estatiche di un qualche santo o delle confessioni morbose di un peccatore. Al lettore non resta che adagiarsi ed osservare rapito l'eccezionale ferrea logica delle passioni, la variopinta e commossa vita dell'intelletto e seguire entrambi, in un vortice di eventi, fino a giungere nel punto in cui tutto si ritrova, si riunisce e svanisce.
sabato 3 agosto 2013
La Grande Bellezza di Paolo Sorrentino
La Grande Bellezza, ultimo film di Paolo Sorrentino, racconta una vicenda che si svolge intorno al personaggio di Jep Gambardella. Scrittore di un solo libro giovanile, "L'apparato umano", giornalista di costume, critico teatrale, opinionista tuttologo,trasferitosi a Roma in giovane età come un novello vitellone Jep rifluisce presto nel girone dantesco del mondo borghese diventandone il cantore supremo. Trascorre così le proprie giornate o, meglio, nottate, frequentando i salotti "bene" e "culturali" della buona società romana. Tutto l'ambiente con cui egli via via si trova a contatto lo disgusta , ma con il disgusto ci convive, se non rassegnato, sicuramente distaccato e disincantato egli accetta una realtà popolata da individui grotteschi. Falsi, opportunisti , fintamente intellettuali o colti, perchè alla mancanza generale di valori ed alla decadenza morale ed esistenziale di quella borghesia che egli frequenta si unisce una pochezza ed una scarsità di interessi e di preparazione culturale tali da fare raccapricciare .
Jep Gambardella ci guida così in questo viaggio all'interno di un mondo privo di morale, popolato da persone "che contano" e che basano le loro vite sull'apparenza, ma che in realtà vivono sull'orlo della disperazione, senza un vero scopo da perseguire, così come "i trenini delle feste, che sono belli perché non vanno da nessuna parte".
Ecco allora che si materializza sotto i nostri occhi una galleria assurda di personaggi che emergono e spiccano in questa dolce vita romana . Dalla figura dell'artista contemporanea , una sorta di Marina Abramovic che compie una performance picchiando la testa contro il muro che si dice ispirata dalle vibrazioni universali le quali poi, si viene a comprendere, sono più volgarmente riconducibili alle sue personali delusioni amorose; alla figura della scrittrice intellettuale comunista e impegnata , famosa da giovane più per le sue attività erotiche nei bagni dell’università che per la sua penna, la quale si è costruita una carriera di scrittrice in quanto è divenuta amante del segretario del Partito. Ognuno di questi personaggi ha un lato oscuro , un neo di disperazione personale da nascondere dietro la facciata dell'ostentazione mondana.
Alla fine di questo viaggio Jep ritroverà la sua parte di verità , conoscerà la sua piccola rivelazione . Solo attraverso il ritorno concreto alle origini, mai dimenticate e spesso ricordate e rivissute attraverso l'immaginazione, si può sperare di attingere quel minimo di verità che sta oltre il bla bla della vita sociale di tutti i giorni. Sono proprio le origini il solo e vero punto da cui ripartire, per riscoprire una realtà incontaminata che funge da unica ancora di salvezza per il presente. Arrivato a questa comprensione Jep avrà finalmente la forza per iniziare a scrivere quel romanzo che aveva sempre progettato di realizzare ma mai iniziato.
Diciamo subito per sgombrare il campo dalle polemiche, che “La Grande Bellezza” è uno di quei film che si possono apprezzare meglio se si possiede una comprensione della storia del cinema. Infatti oltre ad avere il pregio innegabile di essere stato girato su una sceneggiatura originale dello stesso Sorrentino e di non essere tratto da un romanzo, è un'opera ricca di citazioni letterarie e cinematografiche che si possono ritrovare in ogni sequenza.
La prima cosa che viene in mente agli spettatori minimamente accorti è indubitabilmente il richiamo alla “Dolce vita” di Federico Fellini. Anche il linguaggio cinematografico, con il suoi slittamenti di senso, le sue metafore, i suoi momenti di visionaria complicità sembra adeguarsi a quello del grande regista riminese. Forse , però, una cosa distingue Sorrentino da Fellini, ne “La grande bellezza” manca infatti qualsiasi forma di comprensione umana nei confronti dei personaggi che popolano la scena mondana di questa Roma decadente di inizio secolo, manca quella pietas che oscillava tra comprensione e complicità che era propria dei personaggi di Fellini. Cinquanta anni sono passati e tutto sembra essere lentamente scivolato verso un estetismo decadente senza alcuno scopo . Insomma Sorrentino sembra un po' Fellini , ma un Fellini che ha letto Guy Debord e le sue massime sulla società dello spettacolo . Tutto il bel vivere rappresentato nel film infatti, non è altro che una degradazione dell’ “avere” in “apparire” e il messaggio che ne emerge è essenzialmente uno solo: l’incessante giustificazione dell' esistente, cioè dello spettacolo stesso.
Una menzione particolare spetta poi alla straordinaria interpretazione di Tony Servillo il quale dà vita a quella straordinaria figura di esteta che è Jep Gambardella con sapienza e misura. Un personaggio , questo, sempre in bilico tra lo squallore del presente e la purezza di un passato anelato e da recuperare.
martedì 2 luglio 2013
Tutti pazzi per l'Invalsi.
Nome in codice “Invalsi”, la sigla così poco rassicurante è da alcuni anni il terrore di tutti gli studenti e i docenti italiani. Un mostro che mette in campo i suoi tentacoli per stabilire se il docente ha lavorato sufficientemente bene oppure se gli alunni siano preparati e abbiano competenze sufficienti per affrontare il mondo . In realtà se si provano a guardare le cose un po' più da vicino la paura svanisce e tutto diventa meno misterioso e affascinante forse, ma più volgarmente terreno e realistico. Che cosa è in realtà l'Invalsi? Quali sono le sue reali priorità? Invalsi è una sigla che sta per Istituto nazionale di valutazione del sistema educativo, quello che tanto per essere chiari, prepara i test per valutare il livello base di apprendimento degli alunni delle scuole italiane e la qualità generale del sistema di istruzione . Innocui testi di valutazione? Non proprio. Innanzitutto bisogna dire che dietro questa sigla girano un sacco di soldi. Facciamo un po' di storia perchè, come sempre , è necessario capire da dove si viene per sapere dove si va. L'Invalsi un tempo si chiamava Centro europeo dell'Educazione, una grigia e asettica struttura burocratica interna al ministero e ignota alla maggioranza anche degli addetti ai lavori. Nel 2004 questa struttura ha cambiato pelle, missione e dimensione ed è così diventata un ente di diritto pubblico a suon di decreti ministeriali trasformandosi nel perno delle politiche di valutazione della scuola. I governi che si sono succeduti hanno sognato di farne un potente strumento di valutazione dell'intero sistema scolastico italiano. Un ente centralizzato nell'epoca in cui tutti professavano la necessità improrogabile di una maggiore autonomia scolastica. Così nel 2007 arrivano i primi test in forma sperimentale, mentre dal 2009 questi stessi test entrano nell'esame di Stato di terza media e servono a fornire alle scuole dati sul livello degli apprendimenti dei propri studenti. Dall'anno prossimo sembra certa l' estensione di questi quiz anche all'esame di maturità al posto della terza prova, l'unica peraltro preparata secondo il criterio dell'autonomia dai docenti della scuola.
Ma facciamo un po' di conti. Quanto ci costano questi test? Ufficialmente nel 2012 sono stati spesi 7,4 milioni di euro per somministrare queste prove. Il Miur era infatti partito mettendo sul piatto dell'Invalsi una somma cospicua di denaro, un finanziamento di tutto rispetto di 10,9 milioni di euro. Ora in periodi di crisi, la coperta è corta un po' per tutti e anche questo finanziamento si è ridotto a soli 2,9 milioni di euro. L'invalsi infatti fatica a tirare avanti è stato commissariato e sopravvive da alcuni anni solo grazie a fondi europei . più volte ha rischiato di portare i libri in tribunale . Già nel 2012 il bilancio registrava un disavanzo di 13,1 milioni di euro cui si è riusciti a fare fronte solo con un avanzo temporaneo di amministrazione di 22 milioni di euro.
Da due anni a questa parte è stato nominato un commissario straordinario. Forse credete possa essere un esperto di educazione o un dirigente del Miur? Purtroppo non è così. Il commissario straordinario è Paolo Sestito, direttore generale della Banca d'Italia . Insomma, per dirla in breve, l'Invalsi non è più un appendice del Ministero dell'Istruzione, ma una propaggine del Ministero del Tesoro. Lo si capisce anche guardando lo status dei lavoratori. Oltre il 50% dei dipendenti dell'ente è precario molti addirittura con contratto in scadenza , nel complesso gli assunti e tempo indeterminato, tra collaboratori tecnici e amministrativi non arrivano a 30 persone. Un po' pochi direte voi, per valutare tutti gli alunni delle scuole italiane.
Certo i dipendenti dell'Invalsi si possono consolare guardando fuori dalla finestra . Infatti lavorano nella splendida villa Falconieri di Frascati, un edificio del Seicento riadattato a sede dell'istituto. Peccato che gran parte degli impianti non siano a norma e che di recente sia stato fatto per questo motivo anche un esposto alla Procura della Repubblica. Gli ascensori non funzionano, esiste un solo bagno per tutti i dipendenti , le stanze sono inagibili e decorate da simpatiche infiltrazioni d'acqua. Per questo edificio storico viene pagato un affitto di circa 1200 euro al mese più quaranta mila euro di spese per il riscaldamento (mille euro a dipendente) e 80 mila di spese per la pulizia .
Forse a questo punto, a qualcuno sarà venuto il sospetto che l'Invalsi con la qualità dell'insegnamento abbia poco a che fare , il dubbio, che serpeggia tra i docenti più avveduti è infatti che in questi anni questo istituto si sia trasformato in uno strumento del mani del ministero del Tesoro e della politica per potare i rami secchi della scuola . . Non è un caso che la grande operazione Invalsi coincida in gran parte con gli anni dei grandi tagli alla scuola pubblica avviati a partire dal 2008, tagli che hanno cancellato nel complesso 130 mila posti di lavoro .
Nonostante tutto ciò molte scuole italiane hanno preso l'introduzione di questi nuovi strumenti di valutazione molto sul serio , molti docenti si sono attrezzati per far fronte al mostro, ed è nata già un'editoria che aiuta i volonterosi ad arrivare preparati al giorno della somministrazione dei famigerati test. Insomma, tutti pazzi per l'Invalsi, mentre la “creatura” del Miur, commissariata, si avvia verso il destino comune a tanti “carrozzoni” di Stato, inaugurati tra fuochi d’artificio e poi lasciati a bordo strada senza benzina e nell’incertezza totale.
Ma facciamo un po' di conti. Quanto ci costano questi test? Ufficialmente nel 2012 sono stati spesi 7,4 milioni di euro per somministrare queste prove. Il Miur era infatti partito mettendo sul piatto dell'Invalsi una somma cospicua di denaro, un finanziamento di tutto rispetto di 10,9 milioni di euro. Ora in periodi di crisi, la coperta è corta un po' per tutti e anche questo finanziamento si è ridotto a soli 2,9 milioni di euro. L'invalsi infatti fatica a tirare avanti è stato commissariato e sopravvive da alcuni anni solo grazie a fondi europei . più volte ha rischiato di portare i libri in tribunale . Già nel 2012 il bilancio registrava un disavanzo di 13,1 milioni di euro cui si è riusciti a fare fronte solo con un avanzo temporaneo di amministrazione di 22 milioni di euro.
Da due anni a questa parte è stato nominato un commissario straordinario. Forse credete possa essere un esperto di educazione o un dirigente del Miur? Purtroppo non è così. Il commissario straordinario è Paolo Sestito, direttore generale della Banca d'Italia . Insomma, per dirla in breve, l'Invalsi non è più un appendice del Ministero dell'Istruzione, ma una propaggine del Ministero del Tesoro. Lo si capisce anche guardando lo status dei lavoratori. Oltre il 50% dei dipendenti dell'ente è precario molti addirittura con contratto in scadenza , nel complesso gli assunti e tempo indeterminato, tra collaboratori tecnici e amministrativi non arrivano a 30 persone. Un po' pochi direte voi, per valutare tutti gli alunni delle scuole italiane.
Certo i dipendenti dell'Invalsi si possono consolare guardando fuori dalla finestra . Infatti lavorano nella splendida villa Falconieri di Frascati, un edificio del Seicento riadattato a sede dell'istituto. Peccato che gran parte degli impianti non siano a norma e che di recente sia stato fatto per questo motivo anche un esposto alla Procura della Repubblica. Gli ascensori non funzionano, esiste un solo bagno per tutti i dipendenti , le stanze sono inagibili e decorate da simpatiche infiltrazioni d'acqua. Per questo edificio storico viene pagato un affitto di circa 1200 euro al mese più quaranta mila euro di spese per il riscaldamento (mille euro a dipendente) e 80 mila di spese per la pulizia .
Forse a questo punto, a qualcuno sarà venuto il sospetto che l'Invalsi con la qualità dell'insegnamento abbia poco a che fare , il dubbio, che serpeggia tra i docenti più avveduti è infatti che in questi anni questo istituto si sia trasformato in uno strumento del mani del ministero del Tesoro e della politica per potare i rami secchi della scuola . . Non è un caso che la grande operazione Invalsi coincida in gran parte con gli anni dei grandi tagli alla scuola pubblica avviati a partire dal 2008, tagli che hanno cancellato nel complesso 130 mila posti di lavoro .
Nonostante tutto ciò molte scuole italiane hanno preso l'introduzione di questi nuovi strumenti di valutazione molto sul serio , molti docenti si sono attrezzati per far fronte al mostro, ed è nata già un'editoria che aiuta i volonterosi ad arrivare preparati al giorno della somministrazione dei famigerati test. Insomma, tutti pazzi per l'Invalsi, mentre la “creatura” del Miur, commissariata, si avvia verso il destino comune a tanti “carrozzoni” di Stato, inaugurati tra fuochi d’artificio e poi lasciati a bordo strada senza benzina e nell’incertezza totale.
lunedì 10 giugno 2013
Progetto cinema : Hitchcock e il cinema noir
Il progetto cinema è un'idea che prende corpo e forma a seguito dell'attività di laboratorio cinematografico svolta durante l'orario di lezione in classe. Mi sono infatti reso conto che gran parte degli alunni non hanno la minima conoscenza nè nozione di storia del cinema e non sono stati educati alla comprensione dei differenti linguaggi visivi che si sono succeduti durante i vari decenni del Novecento. Il progetto così si propone di approfondire , per quanto mi è possibile, la conoscenza di alcuni aspetti o generi della cinematografia focalizzando l'attenzione , per forza di cose, su alcuni dei percorsi possibili all'interno della storia del cinema . Ho fatto in modo che la scelta dei percorsi fosse quanto più possibile coerente con ciò che era stato svolto in classe, poichè è capitato alcune volte di parlare del lavoro di Hitchcock è stato normale stabilire che il primo modulo dovesse riguardare in qualche modo la multiforme attività di questo regista che viene qui riassunta in opere che si possono, a ben vedere, ritenere fondamentali non solo per la produzione dell'autore inglese, ma anche per la storia del cinema. Il secondo percorso affronta invece un genere ben determinato: il noir o thriller, che dir si voglia, attraverso una serie di opere che, a partire dagli anni Quaranta, spaziano attraverso i vari decenni del Novecento. Ogni visione di ciascuno dei film di uno di questi percorsi dovrà essere seguita dalla compilazione della medesima scheda di comprensione usata per la lettura dei romanzi. Per chi fosse curioso e desiderasse approfondire gli argomenti consiglio poi, vivamente almeno la lettura dell'imperdibile libro intervista di Francois Truffaut, il cinema secondo Hitchcock (il più divertente libro di cinema che sia mai stato scritto) , reperibile in tutte le librerie. Un lungo e appassionante dialogo tra i due registi diventato in breve tempo libro di culto , una lettura indispensabile per chi ama il cinema. Un ultimo avvertimento di carattere tecnico, se durante il download di alcuni film dovessero comparire dei messaggi di errore, chiudeteli e procedete ugualmente nella procedura e tutto andrà a buon fine.
Buona visione
Buona visione
Progetto Hitchcock
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Progetto Noir
giovedì 6 giugno 2013
Compiti estivi e programmi per recupero debiti
E' possibile scaricare l'elenco dei libri per le vacanze estive per le classi prime . Una volta completate le letture andrà elaborata una scheda di lettura che dovrà essere inviata entro sabato 5 settembre tramite posta elettronica all'indirizzo compitivacanze838@gmail.com specificato nel file che scaricherete. Per le classi terze invece l'elenco dei libri da leggere è disponibile nel link precedentemente predisposto. Anche per le classi terze ad ogni lettura dovrà seguire l'elaborazione di una scheda di comprensione che andrà inviata sempre allo stesso indirizzo mail entro la data stabilita. I compiti di latino sono invece scaricabili dal seguente link e dovranno essere svolti con le medesime modalità.
Per chi avrà il giudizio sospeso e dunque dovrà riparare un debito,il programma da seguire per prepararsi all'esame di recupero del debito di italiano è il seguente, mentre per quanto riguarda il latino dovrà far riferimento al programma scaricabile da questo link . La prova di recupero si svolgerà a partire dall'ultima settimana di agosto e consisterà in un analisi di un testo narrativo o in un articolo giornalistico a scelta del candidato, sul modello delle prove già fatte più volte in classe per quanto riguarda italiano, nella traduzione di un breve brano dalla lingua latina all'italiano per quanto riguarda chi avrà il giudizio sospeso in questa disciplina.
Per chi avrà il giudizio sospeso e dunque dovrà riparare un debito,il programma da seguire per prepararsi all'esame di recupero del debito di italiano è il seguente, mentre per quanto riguarda il latino dovrà far riferimento al programma scaricabile da questo link . La prova di recupero si svolgerà a partire dall'ultima settimana di agosto e consisterà in un analisi di un testo narrativo o in un articolo giornalistico a scelta del candidato, sul modello delle prove già fatte più volte in classe per quanto riguarda italiano, nella traduzione di un breve brano dalla lingua latina all'italiano per quanto riguarda chi avrà il giudizio sospeso in questa disciplina.
Buone vacanze
giovedì 9 maggio 2013
L'educazione siberiana di Gabriele Salvatores
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Un gruppo di ragazzi della tribù dei siberiani cresce e si forma nella Russia più profonda seguendo i dettami e l'educazione che un'antica tradizione impone loro. Un modo di vivere che a noi può sembrare lontano e fuori luogo, ma che, invece, contiene in sé grandi insegnamenti che rompono l'equilibrio su cui si fonda la società moderna. Il primo insegnamento è che il denaro, provenga esso dal bene o dal male, non deve entrare in casa, ma piuttosto essere sotterrato nel giardino: il denaro è impuro. Il secondo insegnamento è che bisogna amare e difendere i più deboli, i "diversi", perché non possono farlo da soli: loro sono "figli di Dio". Il terzo insegnamento è che l'amore è forte sopra tutte le cose, l'amore e il rispetto, nonostante ogni regola: e chi vive il vero amore nel giorno del giudizio riabbraccerà l'amato bene. Possono sembrare regole condivisibili , ma il fatto è che in questo mondo tribale e lontano , i quattro giovani vengono anche iniziati alle rapine e alla condivisione 'comunitaria' della refurtiva e all'uso delle armi . Perché i siberiani non rubano per arricchirsi ma per sostenere la loro piccola società. Nel frattempo tuttavia, il mondo sta cambiando, ad ovest si assiste al crollo del muro di Berlino e le mode e le abitudini occidentali iniziano a far presa anche in questa remota parte di mondo. Sarà tutto ciò che porterà i quattro a rompere il loro legame . Seguire il denaro e la soddisfazione dei propri interessi personali porterà il loro rapporti fino a un inevitabile punto di rottura. Uno di loro morirà annegato nel tentativo di recuperare dal fiume un pianoforte per potere realizzare del denaro, Gagarin verrà risucchiato nell'esperienza dell'uso delle sostanze stupefacenti e finirà per fare violenza alla povera e indifesa Xenjia, una ragazza dal corpo attraente di donna, ma dalla mente ingenua di bambina. Spetterà a Kolima il dovere di vendicare, secondo l'antica legge tribale la violenza subita da Xenjia , sarà lui infatti a uccidere l'amico Gagarin e quindi a fuggire in Occidente in cerca di fortuna.
L'educazione siberiana , tratto dal romanzo di Nicolai Lilin, è un film sull'amicizia ma anche sul lento franare delle antiche regole di convivenza di una società arcaica che a contatto con i cambiamenti ineluttabili del mondo perde i suoi valori per mutarli in sopraffazione e violenza. Forse si fa un torto al regista e agli sceneggiatori chiedendo loro che la trasposizione cinematografica di un romanzo rispetti in pieno lo spirito del testo. E' indubitabile che il film di Salvatores tenda a semplificare la complessità della vicenda , ma , forse, ci si deve rendere conto che un film è un'opera diversa , perchè diversi sono gli strumenti con sui ci trova a dover lavorare. Se è vero che il medium è il messaggio, come diceva McLuhan allora dobbiamo dare atto a Salvatores di aver dato alla vicenda una sua personale direzione . In fondo ciò che il film ci racconta è l'implosione di un mondo in cui la violenza era temperata da una fondamentale lealtà, la sua erosione e il suo scivolamento verso una situazione in cui la violenza diventa solo uno strumento per il soddisfacimento dei propri bisogni e un mezzo per aumentare la propria ricchezza e il proprio prestigio personale. In questo senso il personaggio di Gagarin rappresenta in pieno lo stravolgimento di questi ideali, mentre Kolima , pur restando in fondo fedele al quel mondo antico, sarà alla fine anche lui risucchiato dal fascino lontano dell'Occidente . Il film fatica all'inzio a prendere quota per un eccessiva frammentazione della vicenda , ma poi convince. Ci sono senza dubbio alcuni momenti magici , la scena in cui il grande fiume travolgendo uomini e cose, ma portando con se anche gli ideali di amicizia tra i quattro ragazzi , una scena notturna dall'indubitabile fascino tragico. Ma soprattutto la magnifica scena della giostra, in cui i ragazzi di Fiume Basso, affascinati dalla sensazione di volare sognano per un po' il “mitico Occidente” . Al di là quindi delle polemiche , per una volta mi pare il caso di lasciarsi prendere dalla forza visiva del film, dalla sapienza con cui è costruito. La vicenda non sarà vera, i criminali onesti non esisteranno, il vecchio Kuzya, interpretato da un grandissimo John Malkovich, sarà opera di fantasia. Ma perché negarsi per forza il fascino di un film molto ben fatto?
L'educazione siberiana , tratto dal romanzo di Nicolai Lilin, è un film sull'amicizia ma anche sul lento franare delle antiche regole di convivenza di una società arcaica che a contatto con i cambiamenti ineluttabili del mondo perde i suoi valori per mutarli in sopraffazione e violenza. Forse si fa un torto al regista e agli sceneggiatori chiedendo loro che la trasposizione cinematografica di un romanzo rispetti in pieno lo spirito del testo. E' indubitabile che il film di Salvatores tenda a semplificare la complessità della vicenda , ma , forse, ci si deve rendere conto che un film è un'opera diversa , perchè diversi sono gli strumenti con sui ci trova a dover lavorare. Se è vero che il medium è il messaggio, come diceva McLuhan allora dobbiamo dare atto a Salvatores di aver dato alla vicenda una sua personale direzione . In fondo ciò che il film ci racconta è l'implosione di un mondo in cui la violenza era temperata da una fondamentale lealtà, la sua erosione e il suo scivolamento verso una situazione in cui la violenza diventa solo uno strumento per il soddisfacimento dei propri bisogni e un mezzo per aumentare la propria ricchezza e il proprio prestigio personale. In questo senso il personaggio di Gagarin rappresenta in pieno lo stravolgimento di questi ideali, mentre Kolima , pur restando in fondo fedele al quel mondo antico, sarà alla fine anche lui risucchiato dal fascino lontano dell'Occidente . Il film fatica all'inzio a prendere quota per un eccessiva frammentazione della vicenda , ma poi convince. Ci sono senza dubbio alcuni momenti magici , la scena in cui il grande fiume travolgendo uomini e cose, ma portando con se anche gli ideali di amicizia tra i quattro ragazzi , una scena notturna dall'indubitabile fascino tragico. Ma soprattutto la magnifica scena della giostra, in cui i ragazzi di Fiume Basso, affascinati dalla sensazione di volare sognano per un po' il “mitico Occidente” . Al di là quindi delle polemiche , per una volta mi pare il caso di lasciarsi prendere dalla forza visiva del film, dalla sapienza con cui è costruito. La vicenda non sarà vera, i criminali onesti non esisteranno, il vecchio Kuzya, interpretato da un grandissimo John Malkovich, sarà opera di fantasia. Ma perché negarsi per forza il fascino di un film molto ben fatto?
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