Carissimi studenti . In occasione del seminario di studi organizzato dal comitato di educazione alla lettura del Comune di Bassano, che si terrà il 24 e il 25 febbraio vi chiedo di dedicare un minuto alla compilazione del questionario relativo alle vostre abitudini di lettura che trovate all'indirizzo sotto indicato.
Capita raramente che un sequel superi così in grande stile il film che lo ha preceduto, il primo è sempre il migliore. Gioco di ombre è l’eccezione che conferma la regola!
La relazione tra il cervellotico Holmes e il medico dai molteplici talenti Watson si ripresenta nel secondo capitolo dell’intrigante storia: la loro forte amicizia è messa a dura prova dal matrimonio di Watson con l’amata. La loro luna di miele viene fatta saltare dall'irruento Holmes che ha bisogno del suo compare nell'ennesima avventura. I due devono fare i conti con un intricato gioco di ombre: i complici devono scovare l’uomo misterioso dalla doppia vita il quale è un rispettoso professore universitario di matematica e , allo stesso tempo, un malefico organizzatore di colpi di stato e fabbricatore di armi. La trama è eccellente, coinvolgente, studiata nei minimi particolari e con grande ironia e comicità. La sceneggiatura sensazionale e l'atmosfera poliziesca sono rese dal brillante cast oltre i limiti della bravura. Il cattivo ragazzo Robert Downey Jr (nei panni dell'investigatore Holmes) recita rispettando la celebre figura del detective britannico, ma allo stesso tempo rendendolo più misterioso e invincibile, infatti Holmes riuscirà a sopravvivere ad un lancio in una immensa cascata col cattivo di turno grazie ad un piccolo gadget di riserva d' ossigeno. Nel nuovo film, che sta riscuotendo molto successo e sta raccogliendo milioni di incassi, sono presenti nuovi personaggi tra cui il fratello maggiore del detective, un aristocratico personaggio che sostiene la carriera del fratello e che lo aiuterà nell'impresa. Altro personaggio è la zingara che accompagnerà il duo durante tutta la missione per ritrovare il fratello coinvolto nell'ultimo colpo di stato architettato.
E' un film per un pubblico che riesce a seguire gli intrighi della vicenda e che ha voglia di divertirsi grazie alla storia di una vera Amicizia, con la A maiuscola, talmente rara da trovare che tutti noi la vorremmo avere.
Sono disponibili le domande di comprensione e di esercitazione sulle poesie analizzate in classe del modulo : vita e morte nella poesia all'indirizzo http://www.mediafire.com/?hdet5ocb7i8ci2z . Scaricate il file, rispondete alle domande sul vostro computer di casa e quindi importatele sul sito Zoho.com. Ricordo di scrivere le risposte con carattere o colore diverso da quello delle domande inoltre di importare su zoho il file con il nome: Poesie-vita . Come al solito le risposte verranno controllate al termine del modulo didattico immediatamente dopo la correzione della prossima verifica in classe. Nel caso abbiate problemi nell'importare il file sul sito indicato portatelo a scuola con una chiavetta.
Passato in sordina all'ultima mostra cinematografica di Venezia , la talpa, di Tomas Alfredson è un thriller che non ha nessuna delle caratteristiche tipiche del genere. Non aspettatevi l'azione , inseguimenti, movimento, la talpa è un film che punta sugli aspetti meno appariscenti della vicenda e in gran parte basato sul dialogo, forse un'opera più adatta a una messa in scena teatrale che a una sala cinematografica. Tratto dal romanzo di John le Carrè l'opera si concentra su un periodo storico molto teso nei rapporti internazionali, quello della Guerra Fredda. Di mezzo c'è una presunta talpa , un infiltrato nei servizi segreti britannici che sta dalla parte dei sovietici e che potrebbe incrinare i preziosi rapporti di amicizia che ci sono tra il Regno Unito e i cugini d'oltreoceano . L'incarico di stanare la talpa viene affidato a George Smiley che mettendosi sulla pista lasciatagli dal suo superiore dal nome in codice Controllo , si muove con astuzia in mezzo alle difficili trame nascoste dei servizi segreti. Un film più teatrale che cinematografico, dicevamo, infatti quello che manca a questa opera è l'azione e il ritmo che caratterizza solitamente i film di spionaggio. Il regista, per altro, non fa nulla per condire il suo lavoro con un po' di sana suspense che tenga lo spettatore, per quanto poco, incollato alla sedia, per cui il prodotto che ne risulta alla fine è poco coinvolgente e ancor meno interessante anche agli occhi di uno spettatore ben disposto e volenteroso . Tutto sommato le atmosfere grige e ovattate che si respirano dall'inizio alla fine grazie a un perfetto controllo della fotografia finiscono per influire sull'andamento dell'opera, il resto lo fa la storia , una tipica vicenda di spie ambientata nel periodo della guerra fredda, interessante quanto si vuole ma oggi decisamente un po' fuori dal tempo. Nostalgico come tutti i film di spionaggio girati dopo la caduta del muro di Berlino il lavoro ha un andamento ellittico e misterioso, freddo e quasi scostante e al di là dei colpi di scena e di un paio di momenti ad effetto il tutto si trascina abbastanza stancamente verso la conclusione. La sensazione che si ha alla fine è quella di un film non concluso, incompiuto nella sua contingenza narrativa , infatti non è importante chi in fondo sia veramente la talpa, ma una volta rimossa la "mela marcia" c'è la convinzione che tutto tornerà a funzionare perfettamente .
Il motto “si tradisce più spesso per debolezza che per deliberato disegno di tradire” calza alla perfezione per il protagonista del film Le idi di marzo. Stephen Myers è infatti un giovane idealista addetto stampa che sta collaborando alla campagna elettorale di Mike Morris, candidato democratico alle elezioni presidenziali americane . Il suo idealismo e la fiducia nel prossimo verrà tuttavia presto scossa dal contatto traumatico con la dura e cruda realtà della politica, fatta non di grandi scandali destinati ad occupare le prime pagine dei giornali, ma di piccole porcherie e vigliaccherie quotidiane. Le complicate vicende della storia porteranno alla fine il protagonista alla necessità di dover tradire il suo migliore amico pur di sopravvivere , con un cinismo degno del migliore personaggio shakespeariano. Il film è tratto dall'opera teatrale “Farragut North” ed è stato presentato alla 68esima mostra cinematografica di Venezia . Clooney è senza dubbio un regista di talento e riesce a costruire un film solido e sentito anche se non certamente nuovo nelle tematiche affrontate: il cinismo del potere contrapposto al sentimento, la spietatezza degli uomini deliberati a tutti i costi a seguire i propri interessi hanno un che di tragedia shakespeariana. Tuttavia la riflessione che viene immediatamente alla mente dopo aver visto questa opera è quella che riguarda la stringente e inevitabile analogia che esiste ai giorni nostri tra il mondo dello spettacolo e l'agone della politica. Uno dei temi centrali dell'opera è infatti quello della seduzione, tutti i personaggi la usano come arma per ottenere ciò che vogliono recitando un copione ben determinato che sembra scritto in partenza. Alla fine sarà la debole Molly a farne le spese indotta dalla disperazione a un suicidio tragico quanto inaspettato. Ma il tema che percorre il film dall'inizio alla fine e ne costituisce la chiave di volta è senza dubbio quello degli intrighi, dei sotterfugi messi in atto dagli uomini per avere e mantenere il potere. Le idi di marzo non sono quelle in cui Cesare venne ucciso, ma nonostante ciò nel film non si sprecano le pugnalate, i tradimenti e i voltafaccia, il cinismo e la sopraffazione la fanno da padroni, ogni protagonista ha il proprio tornaconto da perseguire e lo fa in maniera spietata: la giornalista cerca a tutti i costi lo scoop, il politico cerca il consenso, l'addetto stampa la vittoria del candidato per cui lavora, solo Steve si fa travolgere , in un attimo di debolezza, dal sentimento e ne pagherà in modo salato le conseguenze . Un buon film , anche se non eccezionale, che ci racconta che esiste sempre un prezzo per vendere l'anima al diavolo . Chiedere informazioni a chi frequenta la stanza dei bottoni.
Mauro Peruzzo.