giovedì 22 marzo 2012

Software per realizzare questionari

E' possibile scaricare dal link http://www.mediafire.com/?hmu47cib8je1uan un programma utile  per fare questionari a risposta multipla e altri tipi di test, il funzionamento è molto semplice e intuitivo. Una volta scarica e installato il programma lo si apre e si entra nella sezione Potatoes che è la seconda presente nel menù in altro . Cliccando sopra potatoes compaiono una serie di icone colorate, se volete fare quiz a risposta multipla scegliete quella in cui è scritto Jquiz . A questo punto siete pronti per iniziare ad elaborare il vostro questionario. Date un titolo al questionario riempiendo il campo bianco a fianco della sezione titolo, sotto di esso vi è un altro campo bianco con a fianco Una D maiuscola, lì dovete mettere la domanda e nella colonna risposta le varie risposte possibili. Per passare alla domanda successiva basta andare sopra le frecce a fianco del numero 1, che si vede in alto a sinistra, e selezionare il numero 2 e così via per ogni domanda a risposta multipla che volete creare . Una volta terminato il questionario, nel caso voleste esportarlo in formato testo è sufficiente entrale nel menù in altro cliccando sopra File e scegliendo la funzione Esporta per stampa presente nel menù a tendina il file verrà copiato nella sezione appunti di Windows pronto per essere incollato su Word. Buon lavoro.
Mauro

mercoledì 14 marzo 2012

Il piacere di ragionare :Tatuaggio o tabù?


La realtà non è mai neutra, ma si offre sempre a una serie di molteplici e svariate interpretazioni in contrasto tra di loro. Il piacere di ragionare vuol essere un'agile rubrica che dibatte su alcune questioni relative  alla nostra attualità non con la pretesa di cercare la verità, ma con lo scopo di dare vita al gioco complesso delle interpretazioni del mondo e sul mondo che oggi giorno viviamo. Apro con questi due interventi sul tema del tatuaggio e della moda di disegnasi segni sulla pelle in voga soprattutto tra i giovani. Le opinioni riportate sono quelle di due ragazze che sostengono due opposti punti di vista. La prima ritiene che non sia opportuno ricorrere alla pratica del tatuaggio per manifestare se stessi o la propria personalità. La seconda invece affronta in modo appassionato la questione ritenendo che il tatuaggio sia un segno distintivo di riconoscimento e appartenenza dal quale non si può prescindere. Ai lettori non si chiede un verdetto sulla verità delle due tesi, ma sulla capacità persuasiva di chi le ha sostenute facendo uso della sezione commenti presente sotto il post. Buona lettura.                        

Meglio raccontarsi a parole che tatuarsi di Giovanna Sabbadin

Le motivazioni per cui oggi ci si fanno dei tatuaggi  sono molto distanti da quelle che una volta spingevano un individuo a segnarsi la pelle per rendersi  membro  di una determinata tribù o di una comunità. Tali forme artistiche avevano legami più intimi relativi a convinzioni religiose, spirituali e magiche. È solo con gli anni ’60-80 con il dilagare della controcultura giovanile  che il tatuaggio affascina chi sceglie di stupire e porsi in alternativa alla mentalità comune, ricordiamo i punk e i bikers per i quali segnarsi la pelle era espressione di ribellione sociale e rabbia contro la società dei padri . Oggi ci si tatua per tirare fuori quello che si ha dentro o per mettere in mostra qualche parte del proprio corpo. Tatuarsi per esprimere se stessi attraverso un simbolo è ammirevole e talvolta complicato. Personalmente non riuscirei a trovare una sola immagine che mi rappresenti, preferisco raccontarmi a parole. Farsi un tatuaggio per mettere in evidenza una parte del proprio corpo è una sciocchezza poiché può succedere che dopo un periodo di tempo non si abbia più interesse a farsi notare, ma il tatuaggio rimane. 
Sono convinta che per fare conoscere agli altri le nostre emozioni non abbiamo bisogno di imprimere un disegno sul nostro corpo, ma basta comunicare a parole semplicemente e sinceramente i nostri sentimenti. Certamente chi è interessato a conoscerci saprà cogliere quello che abbiamo dentro. 

Il tatuaggio non è una moda passeggera di Alice Baldini

Il tatuaggio al giorno d’oggi è per lo più visto come una moda o qualcosa di passeggero, ignorando che dietro di esso possano esserci diverse motivazioni e storie. Quella del tatuaggio è una moda molto discussa che ha preso piede molto rapidamente ai giorni d’oggi, benché il tatuaggio di per sé abbia origini antiche. La domanda di molti però rimane la stessa: sì o no al tatuaggio? In primo luogo, ritengo che il tatuaggio non sia esclusivamente dettato dalla moda, qualunque cosa ne dica la gente. Io penso che spesso le persone siano frenate dal fatto che si pensi esclusivamente ad un possibile e futuro pentimento, cosa che a mio parere non dovrebbe accadere, perché se si ha davvero la convinzione di voler fare qualcosa, la si fa.In secondo luogo, credo che un tatuaggio possa assumere diversi aspetti a seconda di come le persone interpretano la questione . Infatti il tatuaggio può essere visto come un abbellimento del proprio corpo, come lo sono i trucchi per il volto o le tinte per i capelli, anche se si tratta di un abbellimento molto più radicale, in quanto rimane indelebile sulla tua pelle. In terzo luogo, penso che il tatuarsi un simbolo, una data, una frase o qualunque cosa sulla propria pelle sia un modo di espressione. Il tatuaggio che viene usato come espressione di se stessi, un messaggio nascosto di noi che vogliamo far trasparire agli altri attraverso quel segno . Non quindi più semplice e pura moda, ma vera e propria arte sulla pelle per esprimere la nostra corrente di pensiero e urlare al mondo che non siamo marionette influenzabili dalla società o da una semplice moda passeggera. Un modo qualsivoglia artistico per dimostrare al mondo che noi ragioniamo con la nostra testa e non siamo soggetti ad influenze o ai condizionamenti altrui.
In conclusione, devo dire che per me la pratica del tatuaggio va oltre la semplice moda e che sarei favorevole a farmene uno.

sabato 3 marzo 2012

Intervista a Napoleone Bonaparte

Maestà, sono passati circa 182 anni dalla sua morte. Si interessa ancora alle umane vicende, da lassù?
 Certamente, uno sguardo all’umanità in notevole degrado lo rivolgo sempre. Noto con piacere che i ragazzi mi maledicono circa una decina di volte al giorno perché costretti ad imparare a memoria date e vicissitudini della mia breve vita su questa terra, ma noto con altrettanto piacere che nessuno riesce ad uguagliare le mie doti da condottiero, pochi uomini potenti ambiscono farlo ma senza alcun risultato!
 A proposito, ma esattamente dove si trova, in paradiso dove la vorrebbero i suoi ammiratori o all’inferno dove la immaginano i suoi nemici d’un tempo?
 Purtroppo il creatore non mi ha riservato un posto molto favorevole. Sono costretto a camminare ininterrottamente in un posto in cui il giorno e la notte non esistono, non so dove mi trovo e la gente è ostile! Il mio cavallo bianco purtroppo non è con me, non so cosa ne è stato di lui ma sicuramente mi farebbe piacere avere al mio fianco l’unico vero amico che forse ho avuto!
 Lo credo bene. In effetti ai suoi tempi c’è chi non esitò a definirla un tiranno.  Allora perché ce l’avevano tanto con lei?
 Dicevano che io amassi solo il potere e la gloria, che della mia popolazione mi importasse ben poco. Dicono che abbia derubato l’Italia delle sue opere d’arte più importanti e delle sue ricchezze storiche e patrimoniali, i maligni inoltre dicono che una volta divenuto imperatore dei francesi, quando infine sono caduto ho lasciato la Francia più piccola di come l’avevo trovata. Menzogne! dal mio punto di vista  più insignificanti delle stesse persone da cui le sentirete.
 Però ammetterà che il suo progresso si è diffuso sulla punta delle baionette.
 Ho fatto ciò che andava fatto!
 Ecco, parliamo un momento del modo in cui andò al potere; fu un colpo di Stato, non potrà negarlo.
Iniziai a farmi notare organizzando la riconquista del porto di Tolone (che si era riconsegnato agli inglesi). In seguito Barras mi affidò la repressione dell'insurrezione monarchica scoppiata il 5 ottobre 1795 e fu proprio questo servizio reso alla Convenzione termidoriana che mi valse il comando dell'armata di Italia che, benchè poco numerosa e male equipaggiata, riuscì a conseguire una serie di strabilianti successi nella vostra penisola, Il 18 fruttidoro 1797, in seguito alla vittoria della destra monarchica, mi coalizzai con Barras e gli altri membri repubblicani del Direttorio per attuare un colpo di Stato. In seguito, il 18 brumaio 1799, in seguito alla rovina del Direttorio, fu organizzato un altro colpo di stato militare, sempre con il mio accordo ovviamente. I pieni poteri furono affidati a tre consoli, Ducos, Sieyes e a me, che realizzai così la mia ascesa al potere. Ogni volta mi commuovo nel raccontare la mia gloriosa vita, sono soddisfatto, appagato dal mio passato!
 Che ricordo ha del suo esilio all’isola d’Elba?
 ​Ero distante dalla mia famiglia e quindi se mi chiede quale ricordo ho di quel posto non posso far altro che abbassare lo sguardo ricordandolo con rammarico, mi sembra che sia ancora vivo in me  il senso di solitudine che provavo. Mi sentivo un granello di sabbia su una spiaggia, un uomo solo e abbandonato di cui a nessuno importava un granchè, dovevo tornare nella mia terra perché all’umanità avevo ancora tanto da dare! Distante da casa mia però avevo ritrovato me stesso, un Napoleone diverso,  sensibile e vulnerabile che la domenica sera stava volentieri davanti al caminetto di casa sorseggiando una buona tisana.
 Non le sarebbe convenuto finire i suoi giorni all’Elba?
 Forse sì, ma non amo i verbi al condizionale, quel che ho fatto ho fatto e sinceramente penso che la mia carriera come è iniziata con un’impresa con tale impresa doveva finire!
 C’è qualche cittadino dell’isola d’Elba che a distanza di quasi due secoli ricorda con affetto?
 L’artigiano Giuseppe Legnoso. Mi ricordo benissimo di quell’uomo, lo porto nel mio cuore come un fratello! Non conosceva il mio nome, ma mi ha trasportato nel suo mondo, mi ha insegnato l’arte del falegname, mi ha portato nella sua bottega facendomi conoscere i clienti abituali con cui trascorreva le domeniche pescavamo insieme nel laghetto vicino a casa conversando. E’ uno dei pochi amici sinceri che nella mia vita posso dire d’aver incontrato.
 L’Europa di oggi è molto cambiata rispetto ai suoi tempi. Come vede l’Europa adesso?
 Poche parole posso dire sull’Europa di adesso. Il mondo sembra girare al contrario, le persone che sono al potere non svolgono il loro lavoro come dovrebbero. Se ci fossi io  sarebbe tutt’altra storia, le cose andrebbero per il verso giusto e il popolo non avrebbe continuamente così tanto da ridire sul governo, credo.

Eleonora Marostica

sabato 18 febbraio 2012

“Sangue in convento: arrestata la monaca di Monza”



Il celebre convento di Santa Margherita chiude le sue porte dopo l’ultimo scandalo. È stato infatti ritrovato questa mattina senza vita il corpo di una giovane monaca. Lo sconvolgente scenario che si è presentato agli occhi dei primi testimoni nel Convento di Santa Margherita, ha lasciato tutti senza parole. La giovane suora è stata ritrovata dalla madre superiora in un lago di sangue nella sua stanza. La monaca era solita infatti ogni mattina recarsi nella cappella centrale per la recita delle laudi mattutine. Insospettita dal ritardo la madre superiore si sarebbe recata nella sua stanza trovando il corpo della ragazza a terra e privo di vita. 
Subito si sono recati al convento la polizia e altre squadre dei Ris per cercare di capire come si siano svolti i fatti. Nella notte gli inquirenti , dopo alcune indagini svolte sul posto, sono riusciti con facilità a capire la dinamica dell'atto delittuoso incastrando la famosa Monaca di Monza ora rinchiusa nel carcere di Milano. La presunta assassina, avrebbe voluto sbarazzarsi della giovane suora perché colta da quest'ultima in flagrante durante uno dei suoi incontri segreti con un uomo di cui non si conosce ancora l’identità. La monaca avrebbe così ideato un piano d’azione probabilmente non svoltosi come lei aveva previsto. Le tracce ricavate nel luogo del delitto infatti sarebbero tali da incastrarla e da far emergere con evidenza la scandalosa storia d’amore nella quale la suora si è lasciata coinvolgere, storia destinata a lasciare un marchio indelebile nella vita del convento. 
Per ora la Monaca di Monza rimane in carcere e continua a proclamarsi innocente nonostante alcune prove che confermerebbero la sua presenza nel luogo del delitto. Restano ancora da chiarire alcune modalità con cui è stato compiuto l'atto criminoso e da stabilire se sia intervenuto sulla scena dell'omicidio anche l’amante della celebre conversa. 

Sara Viasanti

sabato 4 febbraio 2012

Recensione: Shame di Steve McQueen



Shame è un film difficile ma straordinariamente toccante, difficile perchè parla di ossessioni sordide e inconfessabili e lo fa con i termini di un linguaggio cinematografico estremamente raffinato e complesso, toccante perchè all'istinto di vita che caratterizza il protagonista fa riscontro un altrettanto evidente  istinto di distruzione e di morte che percorre in maniera ossessiva tutta la pellicola . Dopo aver colpito gli spettatori con la violenza visiva e visionaria del suo primo film Hunger (2008), colpevolmente mai distribuito in Italia, il videoartista britannico Steve MvQueen che ha al suo attivo tra l'altro già due biennali d'arte di Venezia , sforna un altro prodotto che farà discutere . Dalla prigionia del carcere dove il protagonista di Hunger era rinchiuso si passa a una prigionia altrettanto umiliante, quella della dipendenza dal sesso.
Il protagonista di Shame , Brandon, vive a New York una vita apparentemente normale, tuttavia nel suo privato è incapace di instaurare un rapporto stabile e duraturo con qualsiasi donna in quanto è alla ricerca spasmodica di relazioni momentanee più o meno a pagamento che si concludono nel rapporto fugace di una sera, questa sua personale nevrosi è , in parte, condivisa anche dalla sorella Sissy che una sera giunge in casa sua chiedendogli di venire ad abitare momentaneamente con lui perchè è in via di separazione dal marito. Brandon vive questo rapporto in maniera irrisolta come un'intrusione nella sua vita privata , fino a che un giorno,  tornato a casa dal lavoro , trova la sorella stessa a terra  sanguinante , vittima di un tentato suicidio. Brandon riuscirà a salvarla , ma si vedrà costretto a ripensare la sua vita e si troverà di fronte alla necessità di instaurare un rapporto umano più vero con il prossimo che vada oltre il demone possessivo del sesso consumato in chat o a pagamento.
Il film è sotto molti aspetti imperdibile Ambientato in una New York sudicia e notturna, con tutto il fascino che la notte porta con sé, Shame è la prova filmica che la vergogna non ha un volto specifico. Brandon non riesce a instaurare nessun tipo di rapporto che abbia qualcosa di umano con le persone che lo circondano, vive isolato nella sua nevrosi privata alla disperata ricerca di soddisfare il suo bisogno compulsivo di sesso , ciò che gli preme di più è salvaguardare la sua reputazione, la sua immagine pubblica agli occhi dei conoscenti e la sua confusionaria coscienza agli occhi di Sissy. Le innumerevoli scene erotiche non hanno come fine l'intento di spettacolarizzare l'andamento del film ma rafforzano l'intento del regista di penetrare nella vita, desolante ed eccitante allo stesso tempo, del protagonista.Il  percorso di McQueen tra i meandri di questa tragedia privata  è asciutto, freddo,nulla è lasciato al caso ogni inquadratura, ogni scena, contribuisce alla meccanica della storia che non ha nulla di salvifico o morale. McQueen catapulta lo spettatore in una dimensione nuova, in un viaggio di glaciale disperazione, dove ogni tentativo di salvarsi potrebbe essere persino peggio del lasciarsi andare, di dar sfogo alla propria natura . Premiato con la Coppa Volpi come miglior attore al Festival di Venezia, Michael Fassbender è davvero straordinario nella parte di Brandon , soprattutto nel trasmettere i suoi contrastanti sentimenti e tutto quel disagio che spesso dà l'impressione di divorarlo vivo dall’interno. Steve McQueen ha già talento da vendere e lo dimostra senza strafare, riuscendo a costruire un’atmosfera sordida e seducente con una regia che ha il suo punto di forza nelle  inquadrature fatte di sguardi decentrati di dettagli , di luci e di ombre dove tutto o quasi si lascia intendere, nulla viene detto in modo esplicito . "E' un film politico-emotivo" ha dichiarato in un intervista il regista "parla di come interagiamo, di come è cambiata la nostra sessualità, anche con l'avvento di internet. La libertà, l'accesso a tutto, può diventare una prigione". Insomma , come diceva Oscar Wilde , non ci si può liberare delle nostre ossessioni. Solo tentare di gestirle.      
Mauro   Peruzzo
  
                               

martedì 31 gennaio 2012

Recensione: Tomboy di Celine Sciamma




Tomboy (in italiano si direbbe "maschiaccio") è il nuovo film della regista francese Celine Sciamma, la protagonista è Laure, dieci anni, la quale insieme ai genitori e alla sorella Jeanne si trasferisce durante le vacanze estive. La mamma è incinta del terzo figlio (un maschio) e il padre è impegnato al lavoro. La bambina approfitta della distrazione degli adulti per prendere una decisione: si farà credere un maschio. Céline Sciamma torna ad affrontare, dopo Water Lilies, le tematiche della scoperta della sessualità spostando però l'attenzione dalla fase adolescenziale a quella preadolescenziale. Maschi e femmine in formazione non sono quegli esseri asessuati che gli adulti vorrebbero che fossero. Natura e società impongono le loro leggi i loro modelli con cui confrontarsi e scontrarsi. Così Laure mentre decide di trasgredire facendosi passare per maschio finisce inconsciamente per aderire a quelle che ritiene debbano essere necessariamente le caratteristiche e gli stereotipi dell'altro sesso per scontrarsi infine con la dolorosa ammissione della sua diversità . 
Céline Sciamma, confeziona un film intimo e gradevole, mai volgare, nonostante la tematica affrontata sia estremamente delicata. Un piccolo capolavoro della produzione indipendente francese girato con pochi mezzi e in meno di un mese di lavorazione. Interessante è la rappresentazione delle reazioni dell’ambiente in stretto contatto con Laure allorché cade la maschera e la protagonista è costretta a rivelare a tutti la propria vera identità. Nessuno dei personaggi, né gli amici, né i genitori si chiedono le cause del comportamento della bambina e sono invece solamente  tesi a ristabilire quelli che sono i ruoli tradizionali . La pellicola infatti ci fa riflettere su questo argomento e focalizza la nostra attenzione soprattutto su quelli che sono i condizionamenti sociali che pesano sull'identità di genere. Insomma, non si è maschi o femmine perchè si nasce tali, ma solamente perchè la nostra società , poco incline a mettere in atto deroghe al pensiero dominante, ci considera tali. Il mondo in cui viviamo infatti,  mal sopporta la diversità, e  alla fine chi si comporta in maniera difforme dal ruolo che gli è assegnato perchè così gli suggerisce il suo istinto naturale ,  sarà costretto ad andare incontro a una serie di umiliazioni. Insomma nel confronto aperto tra natura e convenzioni sociali queste hanno  inderogabilmente la meglio . 


mercoledì 25 gennaio 2012

Compiti: testo argomentativo


E' possibile scaricare all'indirizzo http://www.mediafire.com/?6efmolemkwu6sve i compiti relativi al testo argomentativo . Scaricate il file sul vostro pc e , dopo aver scelto almeno 3 argomenti tra quelli proposti,  costruite un testo in cui sostenete una tesi ed eventualmente cercate di confutare le possibili obiezioni. Ricordatevi di paragrafare opportunamente le varie parti individuando un titolo e un destinatario. Una volta conclusi gli elaborati devono essere importati su un unico file nel sito di zoho , il file deve avere il titolo : saggi brevi.